Un report di Ceresana Research analizza il mercato dei polimeri biodegradabili.
La società di consulenza tedesca Ceresana Research ha pubblicato uno studio di 400 pagine sulle bioplastiche con analisi di mercato, schede sui principali materiali disponibili e il profilo di 77 produttori.
Secondo gli analisti, le aspettative sulla crescita del mercato dei biopolimeri restano alte nonostante la crisi, grazie ad una combinazione tra sostenibilità ambientale, immagine e benefici economici. I materiali biodegradabili prodotti a partire da risorse rinnovabili sono graditi ai consumatori e non dipendono da materie prime di origine petrolifera, possono offrire una soluzione ai problemi dello smaltimento dei rifiuti e fornire uno stimolo per lo sviluppo del settore agricolo.
Pur restando ancora un segmento di nicchia in termini di volumi complessivi, grazie al miglioramento delle prestazioni si è inasprita la competizione con le plastiche tradizionali e, in alcune applicazioni, i biopolimeri sono in netto vantaggio, come nel caso di impianti medicali o film da pacciamatura. Il settore che promette i maggiori sviluppi di mercato resta quello del packaging, ma anche l’auto e l’elettronica stanno mostrando un crescente interesse verso questa famiglia di materiali.
Negli ultimi otto anni, il consumo di plastiche ottenute da amido, zuccheri e cellulosa è cresciuto del 600%. Per quanto concerne le diverse famiglie di biopolimeri, quelli ottenuti dall’amido dominano il mercato europeo e, tra questi, l’acido polilattico, PLA, sembrerebbe essere quello più promettente.
